A COSA SERVE UN CORSO DI DIFESA?

Un giorno Simona, arriva al mio corso e chiede di partecipare ad una lezione di prova. Entra timidamente, pian piano prende confidenza con il gruppo, finisce entusiasta, incuriosita, sorpresa delle emozioni che ha provato. Mi confessa “bellissimo tutto, tosto, mi è piaciuta tanto la lezione, a parte quegli ultimi 5 minuti di esercizio ad occhi chiusi che mi ha un po’ messo in difficoltà.. sai, in tutti gli sport che ho sempre praticato sono stata brava ed ho sempre creduto di non aver bisogno di un corso di difesa personale, perchè io sono una sempre molto attenta”.
La ascolto e dopo un attimo prosegue “Sai.. quelle notizie che ascolti pensando che succedano sempre agli altri”? Ecco, Simona abbassa gli occhi e la voce,  “un giorno ho lasciato il mio ex-fidanzato e non lo ha accettato, si è trasformato.. mi ha aggredito..”.
Continua dicendo “essendo stata attaccata di sorpresa, proprio da lui, beh.. io non me l’aspettavo e non ero pronta, quindi non ho potuto fare nulla, mi sono bloccata..”. Simona ha 30 anni, ha un fisico abbastanza atletico, non molto alta, bella presenza, mi dice che come donna non ha mai guardato alle arti marziali con entusiasmo. Lei ha sempre creduto di non averne bisogno e pensato che gli sport da combattimento fossero violenti, affollati di persone esaltate, insomma scusante a parti, di non aver avuto bisogno di imparare a difendersi perchè se l’era sempre cavata in qualche modo.
Nella sua convinzione di non essersi difesa perchè non era pronta o perchè di sorpresa, risiede una parte fondamentale del Krav Maga e su cui fondano le basi l’allenamento sottostress ed i suoi principi che richiamano l’istinto.
Tralasciando ora il fatto che, tutti i segnali che poteva cogliere in un soggetto del genere, con un’adeguata prevenzione su  episodi che avrà omesso volontariamente di vedere ed accettare, precedenti certi di discussioni violenti, tutto era preannunciato.
Tornando però a quanto mi ha detto: “non è possibile essere sempre pronti e preparati”.
Con il Krav Maga, cioè un allenamento specifico per lavorare sull’effetto sorpresa, si può imparare a lavorare sulle emozioni e sull’istinto che insieme allo stress psico-fisico si innescano nei momenti di pericolo, quindi vivere situazioni il più possibile vicino a quelle realtà.

Ma perchè non si può “ragionare” in quei momenti?

Perchè non c’e’ tempo. Non abbiamo il tempo per ragionare in strada, se cerchi di ragione puoi essere ferito o peggio morire. Agire, reagire subito, fare subito qualcosa, almeno per quanto concerne la reazione istintiva arto-corpo. Provare a capire cosa sta accadendo quanto ormai un’azione e’ iniziata, comporta perdita di tempo prezioso e il possibile blocco/congelamento: si rischia di camminare sulla sottile linea che divide la vita e la morte.
Il corpo e gli arti reagiscono con un movimento ben preciso, seguendo principi di biomeccanica, immediatamente “dobbiamo” contrattaccare. E allora interviene la nostra parte razionale, tecnica, tattica e l’esperienza maturata.
Simona, ha combatutto con uno dei mostri più pericolosi e frequenti, quelli che abbiamo in casa, che conosciamo, il vicino di casa, un ex-fidanzato. Attenzione, la violenza non ha nome, sesso, razza o religione: è violenza e stop.

Quando si parla di “violenza”, non è unicamente riferita alla violenza da parte degli uomini sulle donne, dobbiamo iniziare a comprendere che anche le donne possono e creano “situazioni dannose e pericolose” per gli uomini, compagni/dipendenti di lavoro che non rispondono alle avance del capo donna, problemi con la compagna e la famiglia, fortissimi disagi, depressione, problemi fisici e legali.. e ciò porta alla distruzione dell’anima, dell’autostima, della propria sicurezza, crea frustrazione e rabbia.. ma su questi temi pubblicheremo ulteriori articoli, nei mesi successivi.

Simona non è stata l’unica, anzi, nè prima nè ultima purtroppo, a subire un’aggressione di questo tipo, ma ha trovato il coraggio di rialzarsi e la forza per combattere. Ha deciso di iniziare un corso di difesa, un nuovo percorso di rinascita.
Chi ignora quanto siamo esposti continuamente a pericoli, di ogni genere, la necessità di un percorso come il nostro, crea semplicemente scuse per non iniziare: ho paura di farmi male, di fare male, a me non serve, so’ difendermi molto bene.. ma non hanno la più pallida idea di cosa significhi la violenza.
Riflettiamo che chi lavora in mare, è uno specialista del mare e sa a quali rischi incorre, si prepara a tal fine; i vigili del fuoco sono degli esperti del fuoco e studiano, si addestrano in tal senso. Ma sulla violenza? Pensiamo alle Forze dell’Ordine, a parte chi matura esperienza in strada con anni e anni di volanti e servizi in borghese o di Polizia Giudiziaria, quando escono dalla loro formazione, sono specialisti della violenza, con cui si scontreranno da subito giorno per giorno?
E’ un classico anche per chi fa mille domande prima di prenotare una prova gratuita, sembra cercare conferme per non partecipare, ma si scontra con una realtà che e’ diversa dalle arti marziali e gli sport da combattimento e li’ toccando mano, cede alla dura verità: tutti siamo potenziali vittime.
Come si fa? Coraggio a due mani, velocemente si preparare la borsa della palestra e ci si sbriga ad uscire di casa, il resto sarà bellissimo.
Si è maggiormente esposti a danni seri, con l’autoconvincimento che va sempre tutto bene, la violenza non esiste ed ogni sera si tornerà a casa invincibili ed immortali, questa è una possibilità certamente: MAI una certezza. Anche frequentando un corso di difesa personale si potrà acquisire una difesa perfetta al 100% ed efficace al 100%, “nessun corso” e chi millanta questo, è un truffatore. Possiamo e dobbiamo avere delle chance in più, di evitare problemi o di tornare a casa.. o al pronto soccorso, come sarà da vedere, ma l’obiettivo è “sopravvivere”!

Evitare e prevenire, come?

Abbiamo bisogno di sapere quali sono i segnali che inviamo come potenziali vittima. La non conoscenza dei pericoli a cui andiamo incontro ogni giorno è deleteria, per noi e per i nostri cari. La conoscenza della paura, quale dono, ci aiuta a evitare e prevenire. Ascoltare l’istinto, quando comunica che qualcosa non va’.
Infatti, come si può evitare o prevenire, se non siamo più abituati ad ascoltare il nostro istinto, i nostri sentimenti, la nostra parte più intima e profonda? Come sopravvivere per strada, se non abbiamo la più pallida idea di cosa sia la rabbia e l’aggressività?
Bravissimi a volere, a tutti i costi, ragionare, capire, giustificare, scusare, ottenendo il reprimere tutti i canali in cui l’istinto comunica! Non raggiungendo la consapevolezza della realtà, non si identificano le minacce!
Manca, al momento opportuno, la capacità di ascoltare i sensi, addirittura la lucidità per affrontare con serenità le situazioni più belle e con coraggio quelle peggiori.
La conoscenza dei principi e dei meccanismi che sottendono una situazione potenzialmente pericolosa, rendono più sicuri, non supereroi, ma individui predisposti a cogliere i segnali inviati dalle persone intorno a loro.
Un corso di Difesa Personale, non forgia superman o wonderwoman, ma mette in contatto ognuno di noi con le proprie emozioni, come la paura e la rabbia,  risveglia l’ istinto e acuisce la percezione dei sensi attraverso cui quest’ultimo ci comunica.
Tutto ciò risiede già in noi, ma è assopito e potrà ridivenire parte attiva in un aiuto fondamentale, per discernere le situazioni in via preventiva ed evitare oppure agire subito, reagire secondo situazione, sempre su propositi di difesa personale.

Istr. Pasquale F.